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Il mondo mentale visto dalla Psicanalisi Contemporanea

Marisa P. Mélega

La Psicanalisi nacque da un orientamento prettamente biologico, relativo al concetto di mente come abbiamo commentato nel primo capitolo e l’equazione mente-cerebro risultò in un modello di mente modellato sui funzionamenti biologici (idrostatico-energetici).

Ma la psicanalista austríaca, Melanie Klein (1888-1960), nel descrivere la vita di fantasia e i meccanismi di dissociazione, chiarì, definitivamente che la mente non funzionava come un' unità¹.

Il concetto di realtà psichica e la scoperta dell' identificazione proiettiva misero in evidenza che non viviamo in un unico mondo, bensì in vari.

Il contatto analitico con bambini piccoli portò ad un' espansione del concetto freudiano di super io(self). Mostrò in che modo Il super io(self) dei bambini veniva vissuto concretamente, si trattava di figure interne che vivevano in uno spazio esistente all'interno dei loro corpi, figure dotate di  vita propria che si potevano  attaccare o potevano essere ritagliate; dimostrò che esisteva un rapporto tra i “selves” e queste figure che Klein denominò “oggetti interni”.

Klein vedeva il super io e lo spazio di realtà psichica come molto concreti, un mondo dove succedono cose che modellano la nostra vita e i nostri rapporti con Il mondo esterno.

Il modello di mente di Klein fu considerato teologico.

W. Bion (1897-1979) psicanalista inglese presentò un modello di mente notevolmente epistemologico, quando formulò  “A Theory of Thinking” (1962), dividendo la vita mentale in spazi simbolici e non simbolici,  concependo la mente come uno strumento per riflettere sulle esperienze emotive.

Il primo contributo di Bion (2) alla sviluppo della personalità fu la sua descrizione del rapporto madre-bambino nella quale Il comportamento materno non è visto solo come offerta cure fisiche o risposte all’ansia del bambino. Bion sostiene che la madre deve pensare come Il bambino sente e “pensa” per aiutarlo a sviluppare il pensiero. Bion si appoggiò sul concetto di identificazione proiettiva di Klein, aggiungendogli una dimensione realista intendendo che l'unico mezzo di comunicazione del bambino all’inizio ocorra per identificazione proiettiva. Questo proietta la parte pertubata della sua personalità nella madre (inside the mother) e lei con la sua “reverie” riceve queste comunicazioni nel suo inconscio, organizza Il caos di sensazioni e pensieri  e le restituisce al bambino disintossicate dalle ansie terrorifiche e perciò piu tollerabili,  affinchè possano essere internalizzate.

In questo modo si promuove l’apprendere dalle esperienze che contribuisce alla crescita della mente, nutrita dai significati e dall’immaginazione. Bion descrisse Il processo di elaborazione delle esperienze emotive attraverso la funzione Alpha, un' astrazione, un processo difficile da esplorare, che genera metafore, miti, simboli, per dare significati alle esperienze emotive. Nella sua teoria sul pensare, i pensieri sono visti come generatori di significati e la mente è vista come vivente in un mondo significante e non semplicemente come un’ organo di adattamento al mondo esterno. Meltzer servendosi dei contributi di Klein e Bion avanza  nella formulazione del concetto di super io, dando un importante  contributo all'origine della creatività. In “Além da Consciencia” (3) questo autore passo a passo sviluppa Il pensiero che lo porterà  alla nuova formulazione. Per lui Klein há visto i problemi della sviluppo come problemi di integrazione di oggetti scissi dalla prima infanzia: ogni congiunzione di pezzi scissi era una congiunzione di frammenti di oggetti e self (Se), accompagnati da conflitto e dolore psichico. L’oggetto primitivo, seno e capezzolo, era scisso in un frammento materno e in uno paterno e Il significato del capezzolo era assimilato al pene paterno, dando origine al complesso di Edipo pre-genitale a livello parziale.

Così, Il complesso di Edipo per Klein passa ad essere un esempio specifico della necessità di reintegrazione dei processi di scissione, accaduti nella prima infanzia, sotto un certo tipo di pressione psichica. L’idea di integrazione includeva la riunione di genitori combinati, (Freud) un’oggetto combinato visto come l’essenza del “super io”.

Nel’oggetto combinato o in una sua forma scissa, i genitori stanno in rapporto tra di loro e questo è un concetto concreto di super io con  funzioni  descritte come atmosferiche, come creatrici di un' atmosfera per un buono sviluppo emozionale (genitori protettori, nutrienti, restrittivi, proibitivi, incoraggiatori etc etc).

Meltzer nel suo articolo rivede la Teoria del Pensiero di Bion, che enfatizza la funzione primordiale di “pensare alle proprie emozioni” ed è da questo pensare che dipende lo sviluppo della personalità. Le emozioni sono viste come legami dei rapporti intimi tra persona e persona e all'interno della propria persona. Amore, odio e sede di conoscenza e comprensione sono la materia prima per la crescita e lo sviluppo della personalità.

I problemi di crescita non sono originati dal conflitto tra amore e odio, afferma Bion ma da quello tra emozione ed antiemozione. E che quel che più interessa è il  pensare alle esperienze emotive che originano conflitti tra le emozioni e le antiemozioni; i pensieri che sorgono da questo processo vengono trasformati in sogno.

Meltzer conclude che per Bion Il sogno è pensiero, è il primo pensiero del processo di trasformazione dell' esperienza emotiva.

Esso è la rappresentazione simbolica iniziale del significato dell’esperienza emotiva, è la pietra fondamentale sulla quale necessariamente poggiano tutti i livelli di pensiero più elaborati, astratti ed organizzati.

Ricordiamo che all’inizio, il sognare per Freud,  era un funzionamento che dava la possibilità di dormire mentre per Klein Il sogno era una fantasia inconscia nella quale si manifesta l’interazione tra Il self (Se) e gli oggetti interni.

Il passaggio dall’emozione al Il sogno, nel quale si da rappresentazione all'emozione, è stato lasciato, da Bion, avvolto nel mistero.

Citiamo Meltzer: “Il concetto di mistero e quello dell'esistenza di misteri nel funzionamento mentale, zone essenzialmente misteriose, dove la mente non riesce a penetrare, è un concetto che stabilisce un legame tra Psicanalisi, storia dell’arte e del pensiero letterario, specialmente dell'Inghilterra, dove esiste tutta una linea di sviluppo letterario che và da Shakespeare a Milton e ai poeti romantici, in particolare a Wordsworth, Blake, Coleridge e Keats.

Credo che questo sia un tributo che dobbiamo conferire a Bion, per aver stabilito il legame tra pensiero psicanalitico ed evoluzione del pensiero letterario”(4).

La costituizione di una zona di mistero modifica, secondo Meltzer, Il concetto di super io. Meltzer scrive: “ Bion credeva che la prima realizzazione della funzione alpha nella vita del bambino non venisse realizzata del bambino, ma dalla funzione alpha della madre, che trasforma l’emozione in simbolo per usarlo nell’attività del sognare.

Il bambino nell'epitome del suo rapporto con il  seno, si alimenta con Il latte del seno e allo stesso tempo con la “reverie” della madre che gli arriva attraverso i suoi occhi e la sua voce e il modo in cui lei lo prende in braccio. La madre trasmette al bambino ciò che ha elaborato nella sua mente, associato alla stato emotivo del bambino, in forma simbolizzata, dando così la possibilità al bambino di fare un sogno e cominciare così a pensare all' esperienza che stà vivendo.

Dunque, se Il bambino internalizza non solo un seno e un capezzolo che lo alimentano ma un seno e un capezzolo pensanti, ne risulta un super io pensante che sarà un’iniziatore del pensare, sempre che Il self (Sé) si trovi davanti a una nuova esperienza emotiva per la quale non abbia strumenti per pensare. La necessità di avere un oggetto pensante che possa essere attivato a livello infantile, sempre che Il self(Sé) si confronti con una nuova esperienza, è una necessità di tutti gli individui. Avere un’oggetto  capace di aiutarlo a simbolizzare l’esperienza emotiva e dargli la rappresentazione di un sogno sarà l’inizio del suo pensare a quest' esperienza”(5).

Da questo sviluppo di Meltzer ha luogo un concetto di super io, di genitori in un rapporto armonico e che necessitano di un’area di intimità dove ritirarsi affinché possano realizzare Il loro rituale amoroso. Quest'area di intimità nel mondo interno “è qualcosa che somiglia a una stanza nuziale dove gli oggetti interni hanno la possibilità di ritirarsi per rinnovare la loro unione reciproca e concepire bambini, che sono anche pensieri, simboli. Siamo  difronte non solo ad una Teoria della Creatività,  ma anche difronte ad una Teoria dello Sviluppo del Self (Sé), creatività che dipende dalla funzione mentale che crea  gli oggetti interni (super io pensante, genitori in rapporto armonioso).

In questa teoria la funzione creativa artístico-scientifica ha le sue radici nella creatività di questi oggetti interni che dipendono dal permesso del self (Sé) per ritirarsi nella loro stanza nuziale e rinnovare  la loro combinazione l'uno con l’altro.

La pratica analitica mostra che tremende forze della personalità si allineano per non permettere tale combinazione.

Nel modello teorico di Bion queste forze contrarie sono le antiemozioni : meno amore(- L) ossia puritanesimo, meno odio (- H) ossia ipocrisia e meno sede di conoscenza e comprensione (- K) ossia filisteismo – resistenza a qualunque idea nuova.

E che cosa porta un individuo a resistere alla bellezza della creatività? Ossia, che dolori psichici sorgono in una personalità al confrontarsi con l’oggetto estético nella sua bellezza? Il prototipo originale di questo oggetto sarebbe la madre con Il suo  bambino in grembo mentre lo allatta.

Meltzer (6) (1998) ci regala un altro contributo originale: Il concetto di conflitto estetico e Il suo ruolo nello sviluppo emotivo, nella violenza e nell’arte.

Questo autore prende come punto di partenza la descrizione di Bion delle emozioni come vincoli (o legami) che includono oltre ad amore e odio, Il conoscere e fa un salto immaginativo per confrontare i vincoli emozionali positivi con quelli negativi, come avviene nella tradizione letteraria di Milton, Blake e Coleridge.

Dimostra anche come sono allacciati tra loro i vincoli positivi, citando Blake ne “Il matrimonio del Cielo e dell’Inferno” (The Marriage of Heaven and Hell) e come  sono allacciati i vincoli negativi riferindosi al nemico infame, sordido ( foul friend) di Coleridge. Quando Bion introdusse  Il concetto di “cambio catastrofico” chiari questa proposizione affermando  che è “la nuova Idea” a colpire la mente come uma catastrofe , con la  finalità di essere assimilata, per mettere in movimento tutta la struttura cognitiva. La nuova Idea si presenta, nel pensiero di Bion, come una “ esperienza emozionale della bellezza del mondo e della sua meravigliosa organizzazione.

Il conflitto tra vincoli emozionali positivi e negativi che circondano Il desiderio e l’interesse è sempre presente, e piacere e dolore sono inestricabilmente uniti. Tale conflitto deve trovare la sua rappresentazione simbolica, grazie al lavoro della funzione alpha, ed essere disponibile per i pensieri onirici, per la trasformazione in linguaggio verbale o in altre forme simboliche, come nell' arte.

Tollerare questo conflitto dipende dalla capacità che Bion, chiamò “Capacità Negativa” utilizzando Il concetto di Keats, capacità, questa, di mantenersi nell’incertezza senza sforzarsi per arrivare ad una spiegazione. Nella lotta contro Il potere cínico dei vincoli negativi la mente trova la capacità di tollerare l’incertezza dei rapporti intimi, essendo questo Il centro del conflitto estetico.

Il conflitto estetico potrebbe essere enunciato in termini di impatto estetico della bellezza esteriore della madre,che è a disposizione dei nostri sensi e la sua interiorità enigmatica che deve essere costruita mediante l’immaginazione creativa.

Per Klein la posizione  schizo-paranoide (GL), è una  visione tragica secondo Meltzer, perche si invertono i valori umani e si guarda indietro, all’oggetto abbandonato o perduto, invece di guardare davanti, allo sviluppo e alla possibilità di un oggetto arricchito, che la propria rinuncia trasforma in raggiungibile (per mezzo della simbolizzazione).  La visione di Klein, secondo Meltzer è una vestigia del “ romanticismo” con una struttura lineare di possesso e perdita e non un’ immaggine complessa capace di riunire Il passato e Il futuro nell’esperienza presente (Il símbolo).

L’elemento tragico nell’esperienza estetica risiede, non nella transitorietà ma nel carattere enigmatico dell’oggetto.

Nel conflitto estetico, l’esperienza centrale del dolore risiede nell’incertezza, tendendo alla diffidenza e al sospetto. Attraverso la ricerca della conoscenza e  il desiderio di sapere, diviene possibile dare all’oggetto la sua libertà e liberare il soggetto dall’ansia di gratificazione e di controllo sull’oggetto.

Per Meltzer questo è il “modus operandi” per il passaggio dalla Posizione Schizo-paranoide alla Posizione Depressiva, dove si esercita la capacita negativa e dove si incontra la Bellezza.

Note:

1 - Klein, M. “Notas sobre alguns mecanismos esquizóides” In: Desarrollos en Psicoanalisis. Buenos Aires, Hormé , 1971

2 – Bion, W. Aprendiendo de la Experiência. Buenos Aires, Paidos, 1975.

3 – Melzer, D. “Além da consciência”. In: Revista Brasileira de Psicanálise, São Paulo, Vol XXVI n° 3, p.404.

4. ibid p. 406

5. ibid p.406

6 – Meltzer, D.  The Apprehension of Beauty, UK, The Clunie Press, 1998.

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