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DISCORSI SULL'INCONSCIO

(il misterioso "serbatoio delle pulsioni")

Loretta Sapora

 

            Nella cosiddetta "seconda topica" di Freud, la vita psichica appare determinata dall'interazione reciproca di tre istanze: l'Es, l'Io e il Super-Io (che vanno a sostituire le tre aree della prima topica: inconscio, preconscio, conscio).

L'Es, il "serbatoio delle pulsioni", è completamente inconscio, governato dal "principio del piacere"  (pretende cioè la soddisfazione immediata e completa dei suoi desideri e bisogni) ed esiste dall'inizio della vita individuale.

Il Super-Io, nella sua doppia qualità di coscienza morale (depositario dei divieti e censore) e ideale dell'Io (modello da imitare), è in parte cosciente ed in parte inconscio; si forma, a partire dalla fase edipica, attraverso l'introiezione delle norme e dei modelli forniti dai genitori.

L'Io, il mediatore tra le esigenze pulsionali dell'Es, le regole dettate dal Super-Io ed i limiti imposti dalla realtà, è in parte cosciente ed in parte inconscio e si forma via via per differenziazione dall'Es attraverso il contatto del sistema percezione/coscienza con la realtà esterna.

Se ci interroghiamo sulla qualità delle relazioni tra queste Istanze, le parole di Freud non lasciano dubbi riguardo a chi "comanda":"L'Io si sforza altresì di far valere l'influenza del mondo esterno sull'Es e sulle sue intenzioni tentando di sostituire il principio di realtà al principio di piacere, che nell'Es esercita un dominio incontrastato.....L'Io può quindi essere paragonato, nel suo rapporto con l'Es, al cavaliere che deve domare la prepotente forza del cavallo.....Come il cavaliere, se non vuole essere disarcionato dal suo cavallo, è costretto spesso a ubbidirgli e a portarlo dove vuole, così anche l'Io ha l'abitudine di trasformare in azione la volontà dell'Es come se si trattasse della volontà propria"  (Freud, 1967-a); ed ancora,  rispetto anche al Super-Io: "D'altro canto noi vediamo questo stesso Io come una povera cosa che soggiace a un triplice servaggio, e che quindi pena sotto le minacce di un triplice pericolo: il pericolo che incombe dal mondo esterno, dalla libido dell'Es e dal rigore del Super-Io....Cerca, quando è possibile, di rimanere in buon accordo con l'Es, offre ai comandi inconsci dell'Es la copertura delle sue razionalizzazioni preconsce, simula una sottomissione dell'Es agli ammonimenti della realtà anche quando l'Es è invece rimasto rigido e inflessibile, occulta i conflitti dell'Es con la realtà e, quando è possibile, anche quelli con il Super-Io....un po' come un uomo di Stato che pur essendo consapevole di come stanno effettivamente le cose, intende comunque conservarsi il favore della pubblica opinione" (Freud, 1967-b).

               Groddeck, contemporaneo di Freud definito "psicanalista "selvaggio" per le sue ardite opinioni, a proposito del rapporto mente/corpo nelle malattie somatiche dice che sarebbe "un errore fondamentale e pericoloso supporre che soltanto l'isterico sia capace di ammalarsi a questo o a quel fine. Ognuno possiede tale capacità e ognuno se ne serve in una misura che non ci si può mai immaginare abbastanza grande"  (Groddeck, 1969).

In effetti, nell'isteria di conversione, come ha dimostrato Freud, accade che il corpo "simula" una qualche patologia producendo certi sintomi normalmente collegati ad essa, in assenza però delle relative alterazioni fisiologiche, cioè della malattia somatica "vera"; Groddeck, spingendosi assai più avanti, ritiene che è la psiche umana a produrre, oltre ai sintomi isterici, anche tutte le malattie "vere" (e quindi, nella sua visione, tutte le malattie sono in realtà "psicosomatiche"):

"I sintomi patologici....scaturiscono.....da decisioni dell'Es ignoto, nascoste nel profondo.....quando una malattia gli sembra opportuna, l'Es riesce a creare una situazione che dà via libera all'azione del germe patogeno....L'Es tiene l'uomo in ceppi, se necessario, e lo salva con la malattia da pericoli ben più gravi della perdita della vita, lo costringe ad agire in un certo modo facendo uso di determinate infermità....In certe condizioni, l'Es vuole che l'uomo rimanga magro, debole, oppure che resti grasso. Fame e sete, inappetenza, secrezioni interne vengono usate dall'Es a scopi precisi, che sovente possono venire esaminati. In modo, per così dire, conforme a ragione, esso agisce sul deposito di grasso, sulla crescita, sul carattere. E' dovere del medico ricercare che cosa vogliono esprimere la scomoda obesità, col pericolo dell'apoplessia, del cuore grasso, dell'idropisia, oppure la magrezza e la tisi. L'inconscio non parla soltanto in sogno, si esprime....pure tramite il lieve ammonimento della diatesi dell'acido urico, dell'ipersensibilità del simpatico, dell'habitus tisico, e, da ultimo, mediante la voce insistente della malattia"  (Groddeck, 1969).

               Von Weizsacker (la cui costruzione teorica si colloca nella psicologia del profondo di orientamento filosofico), utilizzando un punto di vista ed un linguaggio del tutto diversi da quelli della scuola freudiana, afferma però con altrettanta chiarezza quello che in Freud è stato definito "il predominio dell'inconscio sulla coscienza": "Si possono immaginare cose che non hanno altro destino che quello di essere presenti....Se osservo me o un altro essere vivente, risulta molto più importante la mia vita che non la mia presenza...Nella prima categoria di oggetti...l'asserzione dell'"è" afferma tutto, e anche in maniera sufficiente, mentre nella seconda categoria di esseri, che denominiamo esseri viventi, è essenziale una serie di asserzioni dell'Io, significanti anche nella negazione e che non hanno alcun carattere dell'"è". Definiremo come ontico il modo di esistere della prima categoria, come patico quello della seconda. Il termine "ontico" vuole esprimere che a mettere conto è il crudo essere, mentre il termine "patico" sta ad indicare che qui l'esistenza non è tanto determinata quanto piuttosto patita....L'intelligenza non è in grado di penetrare a sufficienza la profondità patica della vita. Se riuscisse a raggiungerla e a dominarla interamente, allora la vita non sarebbe più vita.....Fu un grande errore, però, quello di ritenere l'intelligenza capace di superare i tumulti delle passioni. Sembrava come se l'intelligenza si allontanasse dalla passione, come se elevasse l'uomo al di sopra del pathos. Ora risulta invece che lo scandaglio dell'intelligenza avvicina alla passione. Quanto più l'analisi, il razionalismo, penetra in profondità, tanto più si imbatte nella passione, che si comporta come una reazione contro un'intrusione"  (Von Weizsacker, 1946).

               In verità, la clinica psicoterapeutica non lascia molti dubbi sul fatto che a governare e dirigere la nostra vita sono davvero i bisogni e i desideri profondi, custoditi nel misterioso "contenitore"  che chiamiamo inconscio proprio perché, come diceva Freud, "nella sua intima natura. (la realtà dell'inconscio più profondo) ... è altrettanto sconosciuta  della realtà del mondo esterno e ... presentata dai dati della coscienza in modo altrettanto incompleto, quanto il mondo esterno dalle indicazioni dei nostri organi di senso"   (cit. da Matte Blanco, 1981).

Tutto ciò che nella nostra vita appare incongruente, strano, paradossale, inspiegabile ... se osservato dal pensiero cosciente, in realtà non è affatto tale, ma semplicemente appartiene ad "un mondo ... retto da leggi completamente diverse da quelle da cui è retto il pensiero cosciente. Egli (Freud) ... fu il primo a fare la fondamentale scoperta di questo strano "regno dell'illogico" sottomesso, malgrado il suo essere illogico, a determinate leggi che scoprì con un colpo straordinario di genio"  (Matte Blanco, 1981).

               Se aggiungiamo alle più note di queste leggi (assenza della dimensione spazio-temporale e principio di non-contraddizione tra opposti) quella degli "insiemi infiniti"  definita da Matte Blanco, questo affascinante mondo sommerso diventa già assai meno misterioso: "L'uso dei simboli, che vediamo in ogni momento nel nostro lavoro, inclusa la situazione di transfert  (in cui il paziente trasforma il terapeuta nell'oggetto delle sue pulsioni, positive o negative) ... testimonia costantemente quella caratteristica dell'inconscio secondo cui la parte è trattata come avente le potenzialità o "poteri" del tutto. Ogni volta che l'inconscio si trova davanti ad un "oggetto", sia esso totale (padre, madre) o parziale (seno, pene) tratta questo oggetto non come un individuo ma come tutta la classe poiché non tratta oggetti concreti o parti; esso, perciò, attribuisce all'oggetto le massime potenzialità che sono implicite nella funzione proposizionale della classe. In altre parole, l'inconscio segue la legge degli insiemi infiniti positivi o negativi: sia che abbia un oggetto, nel qual caso lo ha in tutte le sue (infinite) potenzialità positive come una classe; sia che non lo abbia, nel qual caso la sua assenza viene a significare che questo oggetto ha (infiniti) massimi poteri negativi"  (Matte Blanco, 1981).

E' per questo che, ad esempio, un'immagine interna di madre "castrante" (o anaffettiva o fortemente invasiva....) condiziona negativamente tutta la vita affettiva del figlio maschio ed i suoi rapporti con l'universo femminile: nel suo inconscio vale la legge secondo cui tutte le donne, in un certo modo, "sono" sua madre; ed è a questa legge (sconosciuta al  pensiero cosciente) che il suo comportamento si uniformerà perché è proprio lì, nelle profondità dell'essere, in quel mondo oscuro dove vivono le coloratissime pulsioni, in quell'Es che esiste da sempre, è proprio lì che si decide del bene e del male, della vita e della morte.

                                                                                                                     

Bibliografia citata

 

- Freud S.,"Opere Complete"  Vol. IX/488. Boringhieri, Torino 1967 

- Freud S., "Opere Complete"  Vol. IX/517. Boringhieri, Torino 1967

- Groddeck G., "Il linguaggio dell'Es". Adelphi Ed., Milano 1969                                                                                                                     - -Von Weizsacker V., "Anonyma"  in: "Uberlieferung und Auftrag"  a cura di W Szilasi e E. Grassi, Bern 1946, vol. IV

-Matte Blanco L.; "L' inconscio come inisiemi infiniti" Enaudi, Torino 1981                                                                                                                                                                                                     -                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                

 

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